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Frangia di Gaza: l'irrazionale logica della guerra

I recenti bombardamenti da parte di Israele alla Frangia di Gaza, stanno commuovendo il mondo intero, in primo luogo per la quantità di vittime, ed in secondo luogo per le conseguenze che può avere una scalata bellica, in un mondo che si trova sull’orlo di un disastro nucleare.
La pretesa da parte di Israele, di giustificare questo sanguinoso bombardamento, come risposta agli attacchi di Hamas, non è più che un nuovo tentativo di volere convalidare un massacro, mediante gli ipocriti ed irrazionali argomenti, i prepotenti bellicisti stanno portando il mondo verso un ecatombe. Bisogna ricordare ancora che la crescita del terrorismo negli ultimi tempi, è stato in buona parte una conseguenza ed una risposta, violenta ed irrazionale, anche nella cornice di una scalata di oltraggi da parte delle potenze belliche verso nazioni più deboli. In questo contesto, pretendere di distinguere la violenza dagli eserciti formali che opprimono e massacrano paesi interi, dalla violenza terroristica che semina morte e spavento, come se la prima fosse legale ed ammissibile, ed il secondo schedato e criticabile, fa parte della gran ipocrisia della politica internazionale. (vedi)>

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E leggerò domani sui vostri giornali...

Ramallah, 27 dicembre 2008. - E leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua. Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano? Muore di guerra o di pace, chi muore perché manca l’elettricità in sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili - ma come si chiama, quando manca tutto il resto? (vedi)>

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Marcia Mondiale per la pace e la nonviolenza

La Marcia Mondiale partirà dalla Nuova Zelanda il 2 Ottobre 2009, anniversario della nascita di Gandhi, dichiarato dalle Nazioni Unite “Giornata internazionale della Nonviolenza”. Si concluderà il 2 gennaio 2010 sulle Ande argentine, in località Punta de Vacas, ai piedi del monte Aconcagua. Durante questi 90 giorni passerà per più di 90 paesi e 100 città dei cinque continenti. Coprirà una distanza di 160.000 km. Alcuni tragitti saranno percorsi via mare o in aereo. Attraverserà tutti i climi e le stagioni, dall'estate torrida delle zone tropicali e desertiche all'inverno siberiano. Le tappe più lunghe saranno quella asiatica e quella americana, entrambe della durata di un mese. Una equipe base permanente di cento persone di diverse nazionalità farà il percorso completo. E leggerò sui vostri giornali, domani, che tutto questo è solo un attacco preventivo, solo legittimo, inviolabile diritto di autodifesa. La quarta potenza militare al mondo, i suoi muscoli nucleari contro razzi di latta, e cartapesta e disperazione. (vedi)>

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4 ottobre: manifestazione no razzismo
17-19 ottobre: Forum Um Europeo
12-15 novembre: Simposio CMSU
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